Miss suora

Anche le suore diventano miss: 
sul web il concorso per la sorella più bella d’Italia
CASERTA (23 agosto) – Per poter partecipare al concorso di bellezza più originale d’Italia, non basta avere tra i 18 e i 40 anni e, ovviamente essere bella: il requisito più importante è essere suora. Ebbene sì, anche le suore possono diventare miss. Il concorso per eleggere la suora più bella d’Italia è stata un’idea di un prete casertano, padre Rungi: «Mi piacerebbe che fosse messa in risalto la bellezza, sia fisica che spirituale, delle suore – ha spiegato -. Stiamo parlando di persone molto preparate che operano nel sociale, dove, oltre alla bellezza spirituale, per avere visibilità c’è anche bisogno di una bella presenza». «L’idea mi è venuta parlando con alcune sorelle con le quali stavo pregando sulla spiaggia di Mondragone – ha raccontato il prete -. Eravamo in preghiera con turisti e villeggianti, a dimostrazione di quanto sia aperta la mentalità di queste suore».

Il concorso, non a caso lanciato in coincidenza con quello di Miss Italia, non poteva che chiamarsi “Concorso Sister Italia 2008. La suora più bella d’Italia”. Si terrà esclusivamente in rete. Le aspiranti miss, infatti, non dovranno sfilare su passerelle, nè in abiti civili o religiosi, ma semplicemente inviare le loro foto più belle ed espressive, «che possono significare e dire qualcosa, sia su un piano estetico che spirituale», all’indirizzo di posta elettronica del religioso, antonio.rungi tin.it. Padre Rungi pubblicherà poi su un apposito sito internet il volto delle suore, «previa autorizzazione delle interessate».

A incoronare la Sister Italia sarà il popolo del web. «La valutazione non si limiterà ovviamente all’aspetto fisico, ma verrà effettuata anche in base ai titoli che ciascuna partecipante ha accumulato durante la sua attività – ha aggiunto don Rungi -. È importante sfruttare tutte le potenzialità del web, infatti l’associazionismo cattolico è molto attivo in questo campo. D’altronde è ormai il modo migliore per poter mediare con i giovani».

«Vorrei che si sfatasse il mito della suora vecchia, trascurata e cattiva – ha spiegato il sacerdote -, ce ne sono tante, soprattutto quelle che fanno formazione con i giovani, che sono estremamente attive e preparate. Devono essere soprattutto al passo coi tempi, visto che hanno a che fare con ragazzi». Proprio la componente giovanile viene esplicitamente marcata dal prete campano, che ha imposto tra i parametri per la partecipazione al concorso «un’età compresa tra i 18 e i 40 anni».

Ma non tutti sono riusciti ad apprezzare fino in fondo questa iniziativa: «Ho ricevuto anche qualche mail di dissenso – ha ammesso padre Rungi – di cristiani che non hanno colto lo spirito di evangelizzazione insito in questa idea. Purtroppo alcune persone hanno una mentalità ancora chiusa e pensano che si debbano utilizzare solo i media tradizionali.
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Bisogna dire che i preti ne sanno una più del Diavolo. Complimenti e speriamo che prenda piede, di soldi se ne fanno anche con la coda del Diavolo. Sentiamo cosa ne pensate, ciao Valerio.

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