Miele

Le proprietà del miele
Il miele è un liquido denso e zuccherino elaborato dall’ape. È il risultato di una trasformazione del nettare succhiato dai fiori in un miscuglio di zuccheri e di sali minerali sotto l’azione delle secrezioni digestive, al momento del passaggio nel primo tratto del tubo digerente dell’insetto. Si tratta di un alimento di elevato valore nutritivo (304 Cal/100 g); la sua composizione media per 100 g è la seguente: acqua, 17,2%; glicidi, 82,3% (per la massima parte fruttoso, il resto saccaroso); protidi, 0,3 %; lipidi praticamente assenti; vitamine e sali minerali in minima quantità.
Appena raccolto il miele è un liquido giallo dorato, ma col tempo tende a cristallizzare in quanto è una soluzione sovrassatura di glicidi; acquista così un aspetto granuloso, ma i granuli si ridisciolgono facilmente a bagnomaria per effetto del calore. Dal punto di vista dell’alimentazione umana, il miele è molto simile al glicoso, con una leggera azione lassativa; nel miele però prevale in misura notevole il fruttoso, zucchero assai più tollerabile del glicoso per i diabetici perché la sua metabolizzazione non richiede l’intervento dell’insulina. Pertanto è un alimento che può entrare nelle diete per diabetici e può sostituire lo zucchero in quasi tutti i suoi usi. 
Commercialmente si distinguono: il miele vergine o sopraffino, estratto dai favi per esposizione al sole o a un calore mite; il miele ordinario o miele giallo, estratto per l’azione di un calore più intenso; il miele bruno, ottenuto da una pressione a caldo. Tutti questi tipi possono essere oggetto di sofisticazioni (aggiunta di gomma, glicerina, fecola o zucchero). Il miele utilizzato in farmacia deve essere particolarmente puro e chiaro; serve a preparare i melliti ed entra come eccipiente nella preparazione di pillole e di alcune creme dermiche. 
Gli antichi egizi lo utilizzavano come medicamento e col passare dei secoli il miele è sempre stato utilizzato e apprezzato da tutte le civiltà divenendo una leggenda che ancor oggi è in auge visto che un recente studio, svolto da microbiologi del Rose Cooper, dell’University of Wales Intitute di Cardiff, ha riconfermato le proprietà benefiche del miele dovute alla sua densa consistenza, capace di creare come una zona vuota tra la ferita e l’aria, e dagli zuccheri ivi contenuti che non permettono ai batteri di crescere velocemente. In un esperimento si è osservato che il miele naturale sopprime i batteri con una efficacia tre volte superiore rispetto a una soluzione mielosa artificiale avente la medesima densità e contenuto di zuccheri.
Diluendo certi tipi di miele si formano il perossido di idrogeno, un efficace disinfettante che uccide i batteri e pulisce nel contempo le ferite. Tuttavia, anche se altri tipi di miele non generano perossido di idrogeno, sono sempre in grado di arrestare i batteri nella loro fase di crescita. Esperimenti di laboratorio, svolti sui batteri Staphylococcus ed Enterococcus, entrambi molto resistenti agli antibiotici, hanno dimostrato inequivocabilmente le caratteristiche antimicrobiche del miele. Secondo i ricercatori, il segreto terapeutico del miele sarebbe da attribuire agli enzimi prodotti dalle api o alla sua acidità o a sostanze chimiche contenenti nella pianta di origine. 
Molti medici non sono convinti delle proprietà terapeutiche del miele. Certi parlano addirittura di effetto placebo. Tuttavia, diverse farmaceutiche hanno già messo a punto e immesso nel mercato bende impregnate di miele per la cura delle ferite.
La ricerca è stata pubblicata sul giornale “Journal of Applied Microbiology”.

Nel nostro negozio abbiamo 20 tipi di mieli tra i quali: Castagno, Tarassaco, Acacia, Tiglio, Timo, Melata, Millefiori di montagna e di pianura, Erica, Abete, Lavanda, Girasole, Rosmarino, Sulla, Rododendro, Trifoglio, Eucalipto, Agrumi, Arancio, Corbezzolo.
Poi abbiamo 5 tipi di mieli biologici certificati: Acacia, Mandorlo, Flora Alpina, Castagno, Erba Medica.

Miss suora

Anche le suore diventano miss: 
sul web il concorso per la sorella più bella d’Italia
CASERTA (23 agosto) – Per poter partecipare al concorso di bellezza più originale d’Italia, non basta avere tra i 18 e i 40 anni e, ovviamente essere bella: il requisito più importante è essere suora. Ebbene sì, anche le suore possono diventare miss. Il concorso per eleggere la suora più bella d’Italia è stata un’idea di un prete casertano, padre Rungi: «Mi piacerebbe che fosse messa in risalto la bellezza, sia fisica che spirituale, delle suore – ha spiegato -. Stiamo parlando di persone molto preparate che operano nel sociale, dove, oltre alla bellezza spirituale, per avere visibilità c’è anche bisogno di una bella presenza». «L’idea mi è venuta parlando con alcune sorelle con le quali stavo pregando sulla spiaggia di Mondragone – ha raccontato il prete -. Eravamo in preghiera con turisti e villeggianti, a dimostrazione di quanto sia aperta la mentalità di queste suore».

Il concorso, non a caso lanciato in coincidenza con quello di Miss Italia, non poteva che chiamarsi “Concorso Sister Italia 2008. La suora più bella d’Italia”. Si terrà esclusivamente in rete. Le aspiranti miss, infatti, non dovranno sfilare su passerelle, nè in abiti civili o religiosi, ma semplicemente inviare le loro foto più belle ed espressive, «che possono significare e dire qualcosa, sia su un piano estetico che spirituale», all’indirizzo di posta elettronica del religioso, antonio.rungi tin.it. Padre Rungi pubblicherà poi su un apposito sito internet il volto delle suore, «previa autorizzazione delle interessate».

A incoronare la Sister Italia sarà il popolo del web. «La valutazione non si limiterà ovviamente all’aspetto fisico, ma verrà effettuata anche in base ai titoli che ciascuna partecipante ha accumulato durante la sua attività – ha aggiunto don Rungi -. È importante sfruttare tutte le potenzialità del web, infatti l’associazionismo cattolico è molto attivo in questo campo. D’altronde è ormai il modo migliore per poter mediare con i giovani».

«Vorrei che si sfatasse il mito della suora vecchia, trascurata e cattiva – ha spiegato il sacerdote -, ce ne sono tante, soprattutto quelle che fanno formazione con i giovani, che sono estremamente attive e preparate. Devono essere soprattutto al passo coi tempi, visto che hanno a che fare con ragazzi». Proprio la componente giovanile viene esplicitamente marcata dal prete campano, che ha imposto tra i parametri per la partecipazione al concorso «un’età compresa tra i 18 e i 40 anni».

Ma non tutti sono riusciti ad apprezzare fino in fondo questa iniziativa: «Ho ricevuto anche qualche mail di dissenso – ha ammesso padre Rungi – di cristiani che non hanno colto lo spirito di evangelizzazione insito in questa idea. Purtroppo alcune persone hanno una mentalità ancora chiusa e pensano che si debbano utilizzare solo i media tradizionali.
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Bisogna dire che i preti ne sanno una più del Diavolo. Complimenti e speriamo che prenda piede, di soldi se ne fanno anche con la coda del Diavolo. Sentiamo cosa ne pensate, ciao Valerio.

Gino Pistorello – Concerto Memorial

Concerto Memorial per la commemorazione dei 10 anno dalla scomparsa del nostro “Gino Pistorello”. Ci sarà una messa presso la chiesa di S. Vito di Bassano del Grappa alle ore 19,30 e poi ci sarà una presentazione di poesie di “Gino”, poesie edite ed inedite, con presentazione di una sua raccolta inedita. Sarà per Martedì 2 Settembre, ci sarà anche un intrattenimento musicale. Vi aspetto in tanti, saluti Valerio.

Settembre 2008

Martedì 2 settembre 2008 ci sarà una commemorazione del nostro “Pisto” Gino Pistorello alla chiesa di S.Vito alle ore 20,30 tramite il nostro circolo dell'”Accademia delle Aque Slosse” di Bassano del Grappa. Senza dubbio sarete in tanti, ad ascoltare alcune poesie di “Pisto” recitate da alcuni di noi. Sarà una bellissima serata per tutti. Saluti da Valerio

Medagliere

Me complimento con tuti e tute quée persone che zugando a far de spor i sua tanti ani e i spara fora fadighe par partesipare ae Olimpiade e magari vinsere. Go visto quanto che i suava e quante fadighe che i ga sparae fora e dopo aéa fine a LIBERASSION, urli e sighi e salti da cavaete par aver finio e aver fato ben. Se podesse faria i complimenti de persona, ma anca da qua penso che se i voe i me trova e i vien savere che ghe disaria Viva-Viva-Vanti sempre cossì. Vaerio A. Baron Ciao a tuti e tute.

Scrivo

Un’cò scrivo par riassarme, visto l’andasso de ‘sti momenti de sane vacanse (par chi che realmente le fa). Mi daèa parte de qua vede co un’ocio diverso, da commerciante e no BIRBANTE, me sa che tante notissie che vien divulgà e ze ‘na massa de busie che vien soterà. No’ riesso a renderme conto, me sembra de esser so a luna, el caldo el ghe ze ma a zente se vede soéo aéa sera, par ciapare ‘na sboconada de aria fresca, che su qua da mi a ghe ze tuta a giornada. Se scominsiarà fra poco a vedare frote de boce, omani e femane che incaminandose par i sentieri o i trodoi i vien a fa de pic-nic sui prai, pena tajai, roba che quando jero tosato a fasemoi anca nialtri. Me ricordo che d’istà se fondemoi tre compagnie e se vegnea su in fia indiana verso el Grapa, metendo zo e bicicrete o daéa Mena a Roman o al Miramonti a Pove, ghe jera domeneghe che se catavimo anca in sento e passa, se fermamoi a magnar queo che se gavea comprà ed dì prima. Che beo che jera, desso me tocarà rivedare anca par ‘ste generassion che vegnarà. Auguri, nea compagnia larga, quanti amori che se gavea sbocià, e quante union che e ze riussie, e i ze ancora tacai anca un’cò.