Acqua

Da divulgare a tutti…

L’acqua viene giù oramai da 48 ore e ha ingrossato tanti fiumi e inondato campagne complete.
Straripamenti in diversi luoghi hanno messo sotto acqua case, terreni, auto, garages, e altro…
Maremoti in conseguenza di terremoti…
Vulcani che si risvegliano…

Ma cosa sta succedendo?
Mi sa che sta accadendo qualche cosa di strano.
Se avete delle idee strane o … fatemelo sapere, scrivetemi.

Qui dalla località Pragolin di Romano d’Ezzelino in quota 555 mslm osservo con molto rammarico quello che sta succedendo.
La televisione Rete Veneta è in diretto contatto con varie postazioni con loro operatori nella regione  e riporta minuto per minuto cosa sta succedendo.
Sembra che anche per domani non ci saranno miglioramenti delle condizioni atmosferiche.

Da vedere anche:

http://notizie.bassanonet.it/cronaca/7267.html

Notorietà

Cosa deve fare un personaggio per essere sulla scena della ribalta?
Che cosa si deve inventare per non essere simili al pubblico?

Nulla, già sei diverso – anticonformista – ribelle – … non ti basta?
Non devi pretendere di essere uno dei soliti, basta esser diversi… dalla solita routine quotidiana.
Guai a chi pretende troppo, se si pensa che tutto deve ruotare attorno a te sei perso… esiste il mare…

Tu hai mai visto il mare???
Tu conosci il mare???
Tu sai cosè il mare???

Guarda in sù e vedi il mare… un mare celeste/blù (anche se non sei lassù), tonalità di colori un po strani anche se le onde/nubi a tratti sono più sinceri-chiari o incazzati-scuri, come certi momenti della vita di una persona.
Questa mattina alle ore 06.40 ho visto alzarsi l’alba con dei riflessi sulla laguna e sul cielo che andava dal celeste/viola – all’arancione-rosso fuoco,  una meraviglia per la persona che è dentro me (che vive di queste immagini)…

Non possono esistere altri commenti, sarebbero superflui, sono solo flash fuggenti da cogliere in quel preciso attimo…

Apocalisse

Sritto da – LA STAMPA.IT oggi GABRIELE BECCARIA
Il ricercatore contestato
E’ quasi impossibile per i non scienziati discriminare tra stranezza legittima e pura follia». Parola di Paul Davies, fisico, cosmologo e divulgatore britannico. I suoi colleghi se ne stanno accorgendo sulla propria pelle. Sono bastati alcuni «ribelli» (i folli, appunto) a scatenare la psicosi di massa: il mondo finirà oggi o di lì a poco per colpa dell’LHC? Dopo le accuse dagli Usa di Luis Sancho e Walter Wagner, ora il momento della celebrità è tutto per Otto Rossler, controverso biochimico e professore di Teoria del Caos all’Università di Tubinga, in Germania. Anche lui annuncia l’Apocalisse e anche a lui la Corte europea dei diritti umani ha detto no: il ricorso per stoppare il super-acceleratore è stato respinto.
– Professore, lei ha chiesto al Cern una conferenza sulla sicurezza, ma le sue paure sono state giudicate infondate. E’ pentito?
«Ho un’idea e una preoccupazione, ma evidentemente loro sono più intelligenti di me!».
– Scherzi a parte?
«E’ una questione di psicologia: se la maggior parte degli scienziati sostiene che non ci sono pericoli, allora tutti seguono l’opinione generale».
– l Cern, comunque, ha pubblicato un «report»: non le è bastato?
«Nessuno ha risposto alla mia teoria».
– Lei immagina la Terra trafitta da tremendi fasci di energia e divorata da una serie di mini-buchi neri, cresciuti nel suo grembo a causa dell’LHC: da dove nasce questo scenario?
«Ho elaborato la prova della non-evaporazione dei buchi neri, smentendo il modello noto come “Hawking evaporation”».
– Così lei sovverte molti principi fisici: c’è qualche collega che le dà ragione?
«All’inizio pensavo di essere stato il primo a sollevare dubbi sul teorema di smaterializzazione, ma mi sbagliavo. Vladimir Belinski, professore alla Sapienza di Roma, ha pubblicato una ricerca simile due anni fa, un anno prima della mia. E lui ha lavorato a Mosca con il cosmologo Jakob Zeldovich, leader della scuola russa sui buchi neri».
– Non ha preso abbagli?
«Nessun errore. Tutta la questione nasce da Einstein, che aveva l’abilità di vedere cose mai pensate prima, ma il difetto di non arrivare alle conclusioni estreme. La mia scoperta è legata alla relazione spazio-tempo».
– Provi a spiegare.
«Quando il tempo è rallentato di un fattore doppio, lo spazio è due volte più grande. Le mie equazioni lo provano, ma nessuno, finora, l’aveva evidenziato. E’ su questa base che dimostro che i black holes alla fine del tunnel spazio-tempo non evaporano».
– Lei si aspetta molti buchi neri, giusto?
«C’è da aspettarsi un milione di black holes in una decina di giorni».
– Come li produrrebbe l’LHC?
«Sappiamo che nell’acceleratore si scontrano fasci di protoni a energie altissime e che all’interno ci sono particelle più piccole, i quarks: lo scenario è che due quarks si avvicinino così tanto da generare un black hole, confermando la Teoria delle Stringhe».
– Che forma avrebbero i buchi?
«Non a forma di punto, ma probabilmente ad anello. Ma esiste anche una teoria alternativa, la “fractal space time theory” di Mohamed El Naschie: il buco nero sarebbe un oggetto frattale».
– E le dimensioni?
«All’inizio minimali, poi si verificherà un fenomeno come quello delle trottole».
– Vale a dire?
«Assisteremo all’auto-organizzazione delle strutture, simile a quella dei buchi neri che alimentano le quasars e le nano-quasars: la differenza è che nel primo caso la materia ha un nucleo di miliardi di masse solari e due “jets” energetici, mentre nel secondo la massa è di una-due volte quella del Sole. In ogni caso, basteranno 50 mesi per divorare la Terra».
– Non vede difese?
«Potremmo provare a inviarli nello spazio, ma non avremmo abbastanza energia».
– Come arriverebbe la fine?
«La Terra verrebbe ingoiata e si restringerebbe a una pallina: come una ciliegia»

Me vien voja de magnarme ‘na sareza, dato che a stajon a ze finia da un toco. Vardemose torno che: chi che resta, farà festa – chi che va de la, festa rimandà. Saéudi da Vaerio

Miele

Le proprietà del miele
Il miele è un liquido denso e zuccherino elaborato dall’ape. È il risultato di una trasformazione del nettare succhiato dai fiori in un miscuglio di zuccheri e di sali minerali sotto l’azione delle secrezioni digestive, al momento del passaggio nel primo tratto del tubo digerente dell’insetto. Si tratta di un alimento di elevato valore nutritivo (304 Cal/100 g); la sua composizione media per 100 g è la seguente: acqua, 17,2%; glicidi, 82,3% (per la massima parte fruttoso, il resto saccaroso); protidi, 0,3 %; lipidi praticamente assenti; vitamine e sali minerali in minima quantità.
Appena raccolto il miele è un liquido giallo dorato, ma col tempo tende a cristallizzare in quanto è una soluzione sovrassatura di glicidi; acquista così un aspetto granuloso, ma i granuli si ridisciolgono facilmente a bagnomaria per effetto del calore. Dal punto di vista dell’alimentazione umana, il miele è molto simile al glicoso, con una leggera azione lassativa; nel miele però prevale in misura notevole il fruttoso, zucchero assai più tollerabile del glicoso per i diabetici perché la sua metabolizzazione non richiede l’intervento dell’insulina. Pertanto è un alimento che può entrare nelle diete per diabetici e può sostituire lo zucchero in quasi tutti i suoi usi. 
Commercialmente si distinguono: il miele vergine o sopraffino, estratto dai favi per esposizione al sole o a un calore mite; il miele ordinario o miele giallo, estratto per l’azione di un calore più intenso; il miele bruno, ottenuto da una pressione a caldo. Tutti questi tipi possono essere oggetto di sofisticazioni (aggiunta di gomma, glicerina, fecola o zucchero). Il miele utilizzato in farmacia deve essere particolarmente puro e chiaro; serve a preparare i melliti ed entra come eccipiente nella preparazione di pillole e di alcune creme dermiche. 
Gli antichi egizi lo utilizzavano come medicamento e col passare dei secoli il miele è sempre stato utilizzato e apprezzato da tutte le civiltà divenendo una leggenda che ancor oggi è in auge visto che un recente studio, svolto da microbiologi del Rose Cooper, dell’University of Wales Intitute di Cardiff, ha riconfermato le proprietà benefiche del miele dovute alla sua densa consistenza, capace di creare come una zona vuota tra la ferita e l’aria, e dagli zuccheri ivi contenuti che non permettono ai batteri di crescere velocemente. In un esperimento si è osservato che il miele naturale sopprime i batteri con una efficacia tre volte superiore rispetto a una soluzione mielosa artificiale avente la medesima densità e contenuto di zuccheri.
Diluendo certi tipi di miele si formano il perossido di idrogeno, un efficace disinfettante che uccide i batteri e pulisce nel contempo le ferite. Tuttavia, anche se altri tipi di miele non generano perossido di idrogeno, sono sempre in grado di arrestare i batteri nella loro fase di crescita. Esperimenti di laboratorio, svolti sui batteri Staphylococcus ed Enterococcus, entrambi molto resistenti agli antibiotici, hanno dimostrato inequivocabilmente le caratteristiche antimicrobiche del miele. Secondo i ricercatori, il segreto terapeutico del miele sarebbe da attribuire agli enzimi prodotti dalle api o alla sua acidità o a sostanze chimiche contenenti nella pianta di origine. 
Molti medici non sono convinti delle proprietà terapeutiche del miele. Certi parlano addirittura di effetto placebo. Tuttavia, diverse farmaceutiche hanno già messo a punto e immesso nel mercato bende impregnate di miele per la cura delle ferite.
La ricerca è stata pubblicata sul giornale “Journal of Applied Microbiology”.

Nel nostro negozio abbiamo 20 tipi di mieli tra i quali: Castagno, Tarassaco, Acacia, Tiglio, Timo, Melata, Millefiori di montagna e di pianura, Erica, Abete, Lavanda, Girasole, Rosmarino, Sulla, Rododendro, Trifoglio, Eucalipto, Agrumi, Arancio, Corbezzolo.
Poi abbiamo 5 tipi di mieli biologici certificati: Acacia, Mandorlo, Flora Alpina, Castagno, Erba Medica.

Tempo

Tempo tropicae

Cambia tuto
anca el tempo,
de boto caldo tropicae
e sutio dopo scroassi de piova.
Bufere e tempeste
de aqua e de vento,
da fora de testa.
Temperature che sae o caje zo
tute anca nel stesso dì.
Oramai no se se capisse pì
come el sarà el tempo de doman,
chi che indovina
ze sta el mejo o el pì bravo. 

Oli essenziali

Gavemo scominsià a metare in vendita anca gli oli essenziali, pomate, caramelle, ecc…. tutti prodotti naturali:

Nome botanico: Pinus mugo ssp. pumilio L.
Nome popolare: mugo

Presenza:
Alpi tra 1800 e 2400 m.s.l.m. Nelle alpi calcaree è possibile trovarlo  lungo i confini boschivi.
Crescita selvatica
Odore:
aromatico, speziato

Utilizzo:

– Di questa pianta possono essere utilizzate le gemme ed i germogli. Il pino è ricco di olio eterico e per questo motivo è molto utilizzato. Questa pianta è consigliata sotto forma di inalazioni nel caso di bronchite, tosse e per curare il catarro proveniente dalla trachea. Ma può essere utilizzato anche per frizioni nel caso di reumatismi e dolori alle articolazioni.

I diversi impieghi :

– In caso di raffreddore e bronchite (ma anche nel caso di infiammazioni della faringea e della trachea) il pino mugo viene utilizzato per le inalazioni, mettendo 3-4 gocce di olio in 2 litri di acqua bollente. Le inalazioni con il pino mugo hanno effetto espettorante, disinfettante e germicida e dovrebbero farsi 1-2 volte il giorno e comunque per più giorni consecutivi.

– L’olio può venir utilizzato anche come aggiunta nella vasca da bagno. All’uopo 2-3 gocce vengono direttamente versate nell’acqua da bagno o mescolate con un cucchiaio di miele o latte (agisce come emulsionante).

– Il pino mugo viene altresì utilizzato contro la tosse. All’uopo si mescolano 2-3 gocce di olio con un cucchiaio di miele oppure si mettono su una zolletta di zucchero facendoli poi scogliere lentamente in bocca (espettorante).

– Il pino mugo si utilizza anche per migliorare l’aria nelle stanze mettendo 3-4 gocce dell’olio nella lampada di fragranza ovvero nell’evaporatore del termosifone. L’olio evaporando ha un effetto germicida nonché un effetto rilassante e balsamico sul sistema respiratorio.

– In caso di contusioni, stiramenti, slogature, affaticamento muscolare (acido lattico) ed infezioni l’olio di pino mugo viene diluito con un po’ d’olio d’oliva o d’olio di mandorla (10 pezzi di olio grasso – 2 pezzi di olio di pino mugo) e poi frizionato bene sulla parte dolorante.

– L’olio di pino mugo può venir aggiunto come additivo negli oli di massaggio aumentandone l’irrorazione sanguigna.

– Anche nella sauna il pino mugo è un mezzo d’infuso ben noto e sperimentato. Servono all’incirca 5-10 gocce su mezzo litro d’acqua.

Un consiglio per l’infuso sauna: il primo ramaiolo d’infuso si dovrebbe usare senza l’aggiunta di oli essenziali, in quanto all’inizio i sassi scottano è vi è pertanto il pericolo di bruciare l’olio essenziale. Bruciando l’olio cambia l’odore e perde di conseguenza la sua efficacia. Perciò è molto importante aggiungere l’olio essenziale appena per il secondo ramaiolo d’infuso.

 

 

 

 

Nome botanico: Pinus cembra L.
Nome popolare: cembro, cirmolo
Presenza: Alpi da 1600 m s.l.m., crescita selvatica
Materia prima: piccoli rami con gli aghi e pigne
Odore: aromatico, speziato, rinfrescante

Utilizzo:

– L’utilizzo e gli effetti sono quelli dell’olio di pino mugo, con un odore più delicato anche se non è così speziato come l’olio di pino mugo.

– L’olio di pino cembro è uno dei più amati oli per la sauna e non solamente per il suo effetto balsamico sulle vie respiratorie.

– Gli oli di pino cembro, una volta messi nella lampada di fragranza, servono a tener lontani le cavallette, i tarli, le tarme e le zanzare.

Consiglio per la lotta contro le tarme: Prendete un piccolo pezzo di legno o un mattone, metteteci all’incirca 5 – 10 gocce di olio depositando poi il pezzo di legno o il mattone nell’armadio. Il pezzo di legno ed il mattone assorbono l’olio ed emanano poi l’odore lentamente. Ripetete tutto il meccanismo dopo un mese.

 

 

 

 

 

 

Nome botanico: Picea abies L.
Nome popolare: abete
Presenza: Alpi, molto diffuso
Crescita selvatica
Materia prima: piccoli rami con gli aghi
Odore: soave, rinfrescante

Utilizzo:

– L’utilizzo e gli effetti sono gli stessi dell’olio di pino mugo.

– L’abete è frequentemente utilizzato quando è richiesto un odore molto gradevole come per esempio per la lampada di fragranza, per l’umidificatore, per gli inalatori, per la sauna ecc.

 

E fra poco aumentaremo anca con altri prodotti, vegnì a provare. Ciao

Caldo – afa

Ma che caldo fa? (canson de un pochi de ani fa)
Ma che caldo farà?
Ma che ca..o?
Me sa tanto che i sapienti del meteo i ga invertio e robe:
“Siccità – dicevano – Piova che Dio a manda – realtà”
“Temperature africane – dicevano – Ze fredo boia – realtà”
Sora de mi in locaità Lepre (10 km circa) bisogna che i gapia a stua funsionante senò i patisse el fredo, de dì e de note.
Mi no’ sarò un esperto de meteo ma de serto savarò de pì de altri ma soéo a fine stajon.

Natura che vive in Pragojn

Cavalletta
Giorni fa sono capitati qui studiosi dall’Università di Padova per osservare e reperire qualità di cavallette e altri insetti del luogo. Dopo scrupolosa ricerca nel prato antistante il locale hanno trovato alcune qualità di cavallette e di cervi, come da foto, mai visti da noi anche per la loro mimetizzazione con la flora che circonda il luogo. Permettetemi di dire che la flora e la fauna locale sono un capitolo affascinante da non sottovalutare.
Cervo volante
A presto Valerio.